Polmonite: Prevenzione e Gestione della Malattia
La polmonite rappresenta una grave infezione respiratoria che colpisce il sistema polmonare, generando uno stato infiammatorio a livello degli alveoli polmonari, le strutture anatomiche deputate al fondamentale processo di scambio gassoso, ovvero all’estrazione dell’ossigeno dall’aria che inspiriamo. L’infiammazione che interessa queste parti profonde dei polmoni crea notevoli difficoltà respiratorie, spesso manifestate attraverso una tosse, che può essere di tipo secco o produttivo, accompagnata da un respiro corto e affannoso. In molti casi si osservano anche episodi di febbre alta che possono superare i 39 gradi. Tuttavia, esistono casi in cui i sintomi comuni come tosse o febbre risultano assenti, situazione frequente soprattutto nei pazienti anziani, rendendo la diagnosi più complessa.
L’esordio della sintomatologia può verificarsi in modo improvviso o manifestarsi gradualmente con un peggioramento progressivo, sottolineando l’importanza di consultare tempestivamente un medico senza attendere un’evoluzione spontanea. Durante la visita, il medico potrebbe identificare segni clinici rilevanti, come una riduzione del normale rumore respiratorio o la presenza di suoni anomali a livello toracico. A completamento dell’esame clinico, solitamente vengono prescritti esami di laboratorio specifici, come le analisi del sangue, insieme a una radiografia del torace. Quest’ultima risulta fondamentale per localizzare con precisione l’area – o le aree – interessate dall’infiammazione e definire la gravità del quadro clinico. Sulla base di questi dati, il professionista sanitario può definire una terapia personalizzata e mirata, necessaria per affrontare l’infezione e prevenirne le complicazioni potenzialmente gravi.
Polmonite: quali sono le cause e chi è più a rischio?
La polmonite non dovrebbe essere considerata un semplice malanno stagionale, come comunemente accade per l’influenza o il raffreddore. Al contrario, si tratta di una patologia seria che spesso viene sottovalutata e su cui circolano numerose informazioni inaccurate. Le cause della polmonite sono molteplici e non si limitano esclusivamente a quelle virali, come nel caso del COVID-19: esistono infatti anche polmoniti di origine batterica.
Tra queste, una delle forme più comuni è provocata dal Streptococcus pneumoniae, comunemente conosciuto come pneumococco. Questo batterio, che in condizioni normali risiede frequentemente nell’area del rinofaringe senza causare problemi, può diventare patogeno in particolari situazioni, dando luogo non solo a gravi infezioni polmonari, ma anche a complicazioni che coinvolgono diversi organi e sistemi dell’organismo.
I gruppi di popolazione maggiormente vulnerabili allo sviluppo di questa malattia includono diverse categorie. Tra queste troviamo i bambini sotto i cinque anni di età, il cui sistema immunitario è ancora in fase di maturazione, e gli anziani sopra i 75 anni, spesso più fragili a causa dell’invecchiamento naturale del corpo e delle possibili comorbilità.
Sono inoltre particolarmente esposti coloro che presentano un sistema immunitario compromesso, sia a causa di patologie croniche che richiedono terapie immunosoppressive sia per malattie che debilitano direttamente la risposta immunitaria. Anche i fumatori rientrano tra i soggetti più a rischio, poiché l’esposizione prolungata al fumo tende a indebolire le difese e a danneggiare in modo significativo l’apparato respiratorio, rendendolo più suscettibile alle infezioni. Allo stesso modo, le persone affette da alcolismo, a causa degli effetti negativi dell’alcol sull’immunità e sull’integrità delle vie respiratorie, rappresentano un’ulteriore categoria vulnerabile.
Trattamento e cure
Il trattamento e la gestione della polmonite variano in base al tipo di microrganismo che causa l’infezione. Per questo è fondamentale consultare un medico o uno specialista che possa diagnosticare correttamente la patologia e identificare, tramite esami specifici, le cause dell’infezione. In questo modo sarà possibile avviare tempestivamente una terapia antimicrobica mirata; per le infezioni batteriche, questa consiste nell’assunzione di antibiotici specifici per il batterio individuato. L’ospedalizzazione è necessaria solo in presenza di sintomi particolarmente gravi, mentre nella maggior parte dei casi il trattamento può essere svolto comodamente a casa del Paziente.
Si può prevenire la polmonite con il vaccino?
Sì, il vaccino rappresenta l’unico mezzo efficace per prevenire l’infezione da pneumococco, oltre a ridurre il rischio di sviluppare la polmonite e le sue possibili complicanze. È gratuito e fortemente consigliato soprattutto a chi soffre di patologie croniche respiratorie, a chi ha compiuto i 65 anni e ai bambini.
Nonostante ciò, la diffusione della vaccinazione anti-pneumococco è ancora limitata, principalmente perché molti anziani non sono informati a riguardo, e tra chi lo è, solo una piccola percentuale decide di sottoporsi all’immunizzazione.
Il vaccino può essere somministrato nella versione monodose, che garantisce una protezione duratura per tutta la vita. Inoltre, è possibile effettuare il vaccino anti-pneumococco insieme a quello antinfluenzale, mantenendo però un intervallo di due o tre settimane tra le due somministrazioni, per minimizzare il rischio di eventuali effetti collaterali.
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