Metatarsalgia nei Runner: Come Prevenirla e Curarla
La metatarsalgia nei runner è una condizione infiammatoria di natura biomeccanica che colpisce le articolazioni metatarsali. Si calcola che i piedi di un corridore debbano sostenere un carico totale di circa 70 tonnellate per ogni chilometro percorso.
Metatarsalgia nei runner: cosa provoca l’infiammazione?
La metatarsalgia si distingue in due tipologie principali: una di origine biomeccanica, prevalentemente riscontrata nei runner, e una causata da compressione, come nel caso del Neuroma di Morton. Queste due forme presentano cause specifiche e richiedono approcci terapeutici differenti. Negli sportivi, specialmente nei corridori, l’infiammazione dei metatarsi è spesso legata a deformità dell’alluce, come alluce valgo o alluce rigido, oppure a traumi e microfratture derivanti dal sovraccarico dell’avampiede, fenomeno comune in chi si allena quotidianamente. Quando l’alluce è deformato, perde la sua funzione propulsiva e trasferisce il carico ai metatarsi, sovraccaricandoli nella fase di spinta durante il passo. Nel tempo, questo può provocare un’infiammazione localizzata al secondo metatarso, che può estendersi successivamente anche al terzo e quarto metatarso, situazioni che rientrano nella cosiddetta metatarsalgia centrale.
Tuttavia, questa condizione non è riservata ai soli sportivi. Può manifestarsi anche in persone che non praticano attività fisica, specie in chi presenta alterazioni nella modalità di appoggio del piede, come pronatori, supinatori o individui con piedi piatti o cavi. Anche chi possiede un arco plantare normale ma soffre di disfunzioni posturali può essere soggetto a questa problematica.
Diagnosi della metatarsalgia
Durante una visita specialistica ortopedica, il medico osserva con particolare attenzione la deambulazione del Paziente, individuando eventuali anomalie e analizzando la presenza di deformità, gonfiori, infiammazioni localizzate al metatarso del piede colpito e callosità plantari dolorose. Un aspetto cruciale di questa valutazione riguarda il dolore cronico al metatarso, un sintomo fondamentale da identificare durante l’esame clinico.
Per ottenere una diagnosi accurata, oltre all’osservazione diretta effettuata durante la visita, viene di norma prescritta una radiografia del piede in carico. Questa tecnica diagnostica prevede che l’esame sia eseguito mentre il Paziente si trova in piedi, con il peso corporeo distribuito sugli arti inferiori.
La stretta connessione tra la metatarsalgia e il modo in cui utilizziamo i nostri piedi sottolinea l’importanza delle radiografie in carico come indagine diagnostica di primo livello. Tuttavia, l’evoluzione tecnologica ha introdotto strumenti più avanzati per approfondire lo studio di questa problematica.
Tra questi, la TAC in carico rappresenta un’innovazione significativa. Questa metodica consente di valutare il piede mentre è effettivamente sotto sforzo, ovvero nella posizione di carico naturale.
Sintomi e cura della metatarsalgia biomeccanica
I sintomi della metatarsalgia biomeccanica vengono spesso descritti dai runner come una sensazione sgradevole di avere piccoli sassolini sotto la testa dei metatarsi, accompagnata da dolore durante l’appoggio del piede. In alcuni casi si manifestano anche formicolio alle dita più piccole, difficoltà nel camminare e un peggioramento delle sensazioni dolorose in posizione eretta, durante la camminata o la corsa.
Quando si avvertono questi sintomi, può risultare utile adottare un plantare adeguato al proprio tipo di piede e appoggio, in grado di proteggere i metatarsi dal sovraccarico, abbinato a esercizi specifici per il rinforzo della pianta del piede. Tuttavia, queste soluzioni conservative non garantiscono sempre un miglioramento dei sintomi. Nel momento in cui il plantare non offre più i risultati desiderati, potrebbe essere necessario ricorrere alla chirurgia, preferibilmente con tecniche mini-invasive, per risolvere in modo efficace il dolore.
Un intervento riuscito dipende da una pianificazione accurata e dalla comprensione delle cause specifiche della metatarsalgia. Nei casi di deformità dell’alluce, che rappresentano la ragione più comune, è fondamentale iniziare correggendo il problema, come nel caso dell’alluce valgo o rigido. Successivamente, si effettuano piccole correzioni ossee (osteotomie) sui metatarsi attraverso incisioni minime. Questo tipo di intervento viene realizzato sotto anestesia periferica, che idealmente dovrebbe garantire un effetto duraturo per gestire anche la fase post-operatoria.
Dopo l’intervento, il Paziente può camminare sin da subito utilizzando una scarpa piatta per circa 30 giorni. Una volta trascorso questo periodo, è possibile tornare a indossare scarpe da running o da ginnastica tradizionali. Prima di riprendere l’attività sportiva o la corsa, però, è indispensabile consultare il chirurgo per ricevere l’autorizzazione e assicurarsi di un recupero ottimale.
Metatarsalgia nei runner: l’importanza della fisioterapia
Il fisioterapista può supportarti nel ridurre il dolore associato alla metatarsalgia e migliorare la funzionalità del piede seguendo un percorso terapeutico strutturato in diverse fasi. Ogni fase mira a un obiettivo specifico per garantire una riabilitazione efficace:
-
Prima fase: riduzione del dolore e controllo dell’infiammazione.
-
Seconda fase: recupero della mobilità del piede.
-
Terza fase: ripristino completo delle funzionalità dell’arto inferiore e introduzione di esercizi mirati a prevenire recidive.
Per affrontare la metatarsalgia e alleviare il dolore associato, il fisioterapista ricorre a un approccio integrato che combina tecniche manuali e l’uso di strumenti tecnologici avanzati. Includono:
-
Massoterapia della pianta del piede, per alleviare tensioni muscolari e fasciali.
-
Massaggi trasversi sui punti di maggiore densità fasciale, favorendo il rilascio miofasciale.
-
Allungamento della catena muscolare posteriore, per equilibrare le tensioni muscolari.
-
Mobilizzazione del piede, concentrata sulle teste metatarsali con tecniche come la trazione o il pompage, che aiutano a ridurre la rigidità miofasciale e articolare.
-
Ginnastica posturale combinata con terapia manuale, con lo scopo di correggere eventuali anomalie posturali che contribuiscono a un sovraccarico patologico sull’avampiede.
Oltre alle tecniche manuali, vengono utilizzati dispositivi fisici avanzati, tra cui:
-
Laser ad alta potenza, efficace sia nelle fasi iniziali dell’infiammazione sia nelle condizioni croniche. Utilizza un raggio luminoso ad alta intensità per stimolare i tessuti.
-
Tecarterapia, applicabile in modalità pulsata nelle fasi acute o continua nelle condizioni croniche per accelerare il processo di guarigione.
-
Ultrasuoni, che sfruttano l’energia delle onde sonore ad alta intensità per ridurre il dolore e l’infiammazione locale.
-
Correnti antalgiche, come il TENS, per alleviare il dolore e migliorare la percezione nervosa.
Grazie a questa combinazione di approcci manuali e tecnologici, è possibile trattare la metatarsalgia in modo mirato e favorire un recupero completo e duraturo.
Devi fare una visita con un Ortopedico a Centocelle Prenestino Roma?
Per una buona riuscita del percorso medico è fondamentale rivolgersi sempre a strutture sanitarie professionali come il nostro Poliambulatorio, specializzato in Ortopedia e Traumatologia a Roma Centocelle che si avvale solo di personale esperto e aggiornato sulle migliori procedure sanitarie.
Per maggiori informazioni sui servizi offerti dal nostro ambulatorio di Ortopedia potete contattarci al numero 06.45.777.400 o recarvi di persona presso il nostro Poliambulatorio, sito a Roma in via Giacomo Bresadola 45 quartiere Centocelle Prenestino.
Prenota Online
Gli specialisti del centro FisioMedicaIGEA ti aiuteranno a soddisfare le tue esigenze.